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Prepping e Survival: i consigli per prepararsi oggi e sopravvivere domani

Prepping e Survival: i consigli per prepararsi oggi e sopravvivere domani

Indice

Il miglior manuale di sopravvivenza non potrà mai dirci come fronteggiare una calamità naturale, una pandemia da virus o una catastrofe urbana. Tantomeno lo farà questo articolo, perché non possiamo controllare forze naturali ed eventi catastrofici. Però leggere questo post ci aiuta a prendere le giuste precauzioni e prepararci al meglio per riuscire a sopravvivere al peggio!

A voler immaginare di prepararci a una catastrofe, come fare per capire da dove iniziare? Molto probabilmente verremmo presi alla sprovvista, entrando in tempi rapidi nel panico, cercando soluzioni inappropriate e vie di fuga irrazionali.
In questo caso le priorità sono: 

  1. elaborare una strategia;
  2. analizzare preventivamente le risorse.

Elaborare una strategia

Per strategia, ovviamente, non si intende un piano tattico unico studiato alla perfezione, ma un insieme di piani backup incrociati di “dove andare” e “come fare” in relazione al tipo di catastrofe, per affrontare al meglio la specifica emergenza.
Generalmente, si mettono in piedi dei piani principali:

  • a breve, medio e a lungo termine;
  • in relazione alla distanza dei luoghi da raggiungere;
  • in relazione dei mezzi di spostamento a disposizione.

Parlando del “dove”, il piano a breve termine può essere un luogo vicino a noi, o addirittura quello in cui ci troviamo.
Quelli a medio e lungo termine dipendono dalle condizioni, da eventuali contatti con parenti e amici all’estero, dalle conoscenze geografiche del territorio.
Ovviamente, il tutto è relativo alle possibilità di spostamento, in termini di mezzi di trasporto – come già detto – ma anche di percorsi e strade praticabili.
Questo implica necessariamente un’azione preventiva: effettuare ricognizioni ambientali sia urbane che fuori dai centri abitati, in maniera da conoscere luoghi alternativi per poter scegliere dove andare in base alla situazione e alle possibilità.

Teniamo a mente che spesso possiamo raggiungere facilmente il cosiddetto ambiente “wild” anche nelle grandi città ricche di parchi, come per esempio nelle capitali italiane. 
Questi luoghi naturali – prossimi o insiti ai centri abitati – potrebbero essere colonizzati velocemente durante la calamità, e anche dopo, perciò è bene avere a disposizione più soluzioni “dove andare”.

Analizzare le risorse

È necessario valutare le possibili risorse a disposizione da diversi punti di vista:

  • competenze;
  • mezzi di fuga;
  • risorse alimentari (acqua, cibo);
  • salute;
  • energia (rifornimenti);
  • insediamenti (campagne e paesi);
  • comunicazione;
  • materiali ed equipaggiamento.

Quest’analisi va applicata per i tre piani sopra citati, ovvero considerando il mantenimento delle risorse trasportabili, ma anche le risorse reperibili durante lo spostamento, come per esempio l’approvvigionamento d’acqua e cibo, o i rifugi di fortuna.

Le risorse umane e la cooperazione

Anche a livello personale e di gruppo (famiglia, vicini di casa, colleghi di lavoro) va applicata una valutazione delle risorse. È opportuno raccogliere informazioni sulle persone che abbiamo intorno a noi (bambini, donne, uomini, anziani, persone con disabilità) ed elaborare possibili cooperazioni di gruppo. Un buon metodo per formarsi e tenersi pronti in caso di necessità può essere allenarsi in famiglia con team building e simulazioni. 

Preparazione e fuga

Pianificare la teoria e la pratica

Il cuore della questione per tutti i preppers (preparatori) ed i survivalisti è la preparazione dell’equipaggiamento e delle scorte.
Alla base della preparazione vi è il rifornimento di scorte di reale necessità, ragionate e funzionali e la preparazione di uno zaino B.O.B. (bug out bag) sempre pronto all’utilizzo.
Lo zaino è personale, ciascun membro del gruppo dovrebbe averne uno – anche i bambini – e dobbiamo fare attenzione a non appesantirlo troppo, è sempre meglio che sia leggero.
Contenuto del BOB: 

  • documenti; 
  • purificatore/filtri d’acqua; 
  • attrezzi multi funzione (multi-tools); 
  • gavetta; 
  • torcia e pile di ricambio; 
  • kit di primo soccorso; 
  • kit-survival; 
  • carta del territorio e bussola; 
  • kit di accensione del fuoco; 
  • telo-poncho; 
  • cordini; 
  • generi di igiene e farmacia; 
  • radio o cellulare con batterie di scorta; 
  • cibo consumabile, a lunga conservazione e con proprietà nutrizionali vantaggiose.

Survival e Bushcraft: il miglior allenamento!

Parliamo di training di tecniche di sopravvivenza in ambiente outdoor. È importante avere competenze utili per sopravvivere con il minimo necessario, per reperire risorse alimentari e materiale naturale indispensabile al sostentamento personale e di gruppo.
Una volta raggiunta una nicchia naturale per sfuggire alla calamità ci troveremo in una situazione di sopravvivenza attiva, cioè sarà nostro compito organizzarci al meglio durante la permanenza più o meno prolungata.
D’altro canto, dobbiamo ipotizzare una probabile permanenza in città, così come non possiamo dare per scontato la possibilità di fuga da contesti urbani.
La nicchia di permanenza può trovarsi nello stesso luogo della catastrofe, oppure per raggiungerla dobbiamo spostarci in aree periferiche, come le discariche, che effettivamente possono offrire molte risorse. Di solito, nei luoghi dove avviene il disastro urban si generano dinamiche psico-sociali estreme, come saccheggi o sciacallaggio.
In ogni caso, è importante stare attenti a non cadere nella trappola del panico per i falsi allarmismi scatenati dalle persone e dai social-media.
Allo stesso modo, però, non dobbiamo neanche restare indifferenti agli accadimenti e sottovalutare le situazioni: l’informazione è fondamentale!

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